Biografia

“Dipingere è stato per la mia intera vita, l’unica, dolce, amica droga, che mi ha concesso, se non altro, di vagare, ogni tanto, nell’oblio di sereni, fantastici spazi, in un totale distacco dal pulsare frenetico e senz’altro disumano del mondo.“

 

( Gino Merighi) Nato a Palermo, (1916-2011), Gino Merighi ha svolto attività artistica e professionale a Torino, dove si è temporaneamente stabilito dopo l’ultimo conflitto mondiale
Da studente ha partecipato a numerose rassegne d’Arte a carattere nazionale ed internazionale, conseguendo notevoli riconoscimenti e premi. Sin dal periodo prebellico ha partecipato a diverse
rassegne d’Arte. Dalla fine della guerra ha preso parte per invito a numerose rassegne d’Arte a carattere Nazionale ed internazionale, conseguendo notevoli affermazioni.
Titolare di cattedra di disegno e storia dell’arte, ha insegnato per molti anni nella Pubblica
Istruzione; nei corsi per “artisti pubblicitari” e “figurinisti” del Ministero del Lavoro, con responsabilità direttive. Durante la sua attività artistica ha ottenuto per merito notori consensi ed elogi nei vari campi della sua intensa attività. Ha avuto affidati incarichi ispettivi da parte del Ministero della P.I.per l’abilitazione all’insegnamento di disegno e storia dell’arte.
E’ stato invitato a far parte di molte giurie in diverse manifestazioni artistiche. Si è occupato saltuariamente quale collaboratore pubblicista di varie Riviste d’Arte.
Ha esibito inoltre numerose mostre personali in varie città italiane e straniere, fra cui, Palermo, Catania, Trapani,Erice, Marsala, Pavia, Napoli, Chianciano, Roma, Gorizia, Zurigo, Tripoli, ecc.
Le sue opere figurano in collezioni private e pubbliche. Fra i pittori siciliani residenti nell’isola, Gino Merighi viene considerato nel giudizio dei critici d’Arte , uno degli artisti contemporanei più rappresentativi . E’ inserito in vari Dizionari, Annuari, Enciclopedie, libri, riviste d ‘Arte Italiane ed estere . Si spegne il 9 Luglio 2011 nella sua Palermo, dove la sua arte resta testimonianza della profondità ed inquietudine d’animo dell’artista.